I test genomici, il cuore dell’oncologia personalizzata

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Medicina personalizzata

L’approccio personalizzato in oncologia è senz’altro rivoluzionario: individualizzare il trattamento sulla base delle caratteristiche del singolo paziente e della sua specifica malattia può significare infatti una terapia più efficace e meno tossica.

Per identificare i pazienti che possono beneficiare di farmaci personalizzati sono necessari i test genomici, da eseguire su chi ha già ricevuto una diagnosi di cancro e per identificare le mutazioni del DNA tumorale che potrebbero guidare lo sviluppo del tumore. Diversi quindi dai test genetici, che individuano il profilo genetico di ogni singolo individuo e possono essere usati per identificare il rischio ereditario o la predisposizione a specifiche malattie.

Il continuo e progressivo sviluppo di tecnologie innovative, prima fra tutte il Next Generation Sequencing (NGS), che può permettere con un solo test una profilazione estesa del tumore, ha la grande potenzialità di individuare nuove mutazioni che non potrebbero essere rilevate da altre tecnologie non basate sul sequenziamento [1]. Un'opportunità tanto più preziosa nel caso in cui il campione di tessuto ottenuto dalla biopsia solida sia ridotto e quindi non sufficiente per ulteriori successive analisi [2].

Perché la rivoluzione in atto della medicina personalizzata si compia, però, è necessario garantire l’accesso ai test genomici in maniera uniforme sul territorio. Insieme a questo è fondamentale che i pazienti vengano accompagnati da un’equipe multidisciplinare nel loro percorso e vengano informati correttamente sul significato dei risultati dei test genomici e genetici. Le Associazioni di Pazienti svolgono un ruolo fondamentale in questo percorso: accolgono, informano e orientano la persona che affronta l’esperienza di malattia, affinché sia partecipe del suo percorso di cura, in grado di prendere decisioni in linea con le sue esigenze e di compiere scelte consapevoli, orientate al benessere. Le Associazioni che fanno parte del network APMP (Associazioni di Pazienti, Insieme per il diritto alla Medicina Personalizzata in oncologia) sono a tua disposizione per chiarimenti e informazioni.

Ecco una sintesi delle mutazioni finora scoperte per alcuni dei principali tumori.

Tumore del seno

Da anni esistono farmaci che bersagliano HER2, il primo bersaglio a essere stato scoperto. Oggi conosciamo molte altre mutazioni come BRCA1/2, PIK3CA, AKT1, MAP2K2. Il 15% dei tumori triplo negativi ha una mutazione germinale BRCA1/2 e il 40% ha un difetto di ricombinazione omologa in assenza di mutazioni germinale BRCA1/2.

Tumori ginecologici

Le mutazioni dei geni BRCA, responsabili del 25% dei casi di tumore ovarico, sono diventate il bersaglio molecolare di nuove e più efficaci terapie mentre il test per la rilevazione tempestiva di queste mutazioni ha offerto alle persone sane a rischio ereditario una possibilità di prevenzione primaria. Su alcuni tipi di tumore dell’endometrio si è scoperta la presenza della cosiddetta instabilità dei microsatelliti, che li rende più sensibili all’immunoterapia.

Tumore alla prostata

Sebbene nei tumori della prostata primari non vi siano spesso alterazioni genomiche, nei casi di carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione sono state scoperte alterazioni multiple che possono essere prese di mira dai farmaci. I carcinomi prostatici avanzati presentano aberrazioni del sistema di riparazione del DNA nel 20-30% dei casi.

Tumore della vescica

Nel corso degli ultimi anni sono state individuate diverse mutazioni del meccanismo di riparazione del DNA presenti in questo tumore, come quelle dei geni ERCC2, FANCC, ATM, RB1; in alcuni casi anche del gene FGFR1-3, fattore di crescita dei fibroblasti. Tuttavia, nessuno di questi rappresenta un bersaglio per terapie di comprovata efficacia.

Tumore al polmone

Oggi esistono diverse alterazioni che indicano all’oncologo l’opzione terapeutica più adatta e più efficace per quel tipo di tumore e paziente. Nei pazienti caucasici malati di adenocarcinoma le principali alterazioni molecolari sono a carico di EGFR, ALK, BRAF, ROS1, KRAS, NTRK, altre sono RET, MET e HER2. In questa tipologia di tumore sono stati individuati target in oltre il 50% dei pazienti.

Tumore del pancreas

Negli ultimi decenni sono stati individuate delle mutazioni che in futuro potrebbero diventare importanti per la gestione personalizzata dei pazienti. Le alterazioni dei geni BRCA1/2 sono presenti in circa il 7% dei pazienti con adenocarcinoma duttale del pancreas e considerando tutte le alterazioni individuate si arriva a coprire il 15% dei casi.

 

[1] AIOM, Raccomandazioni 2020 sui Farmaci Agnostici
[2] AIOM et al, Raccomandazioni 2020 per l’esecuzione di Test Molecolari su Biopsia Liquida in Oncologia
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